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Chiarimenti di Porto Recanati Solidale in seguito al loro passaggio di gestione alla Protezione Civile

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A seguito delle varie polemiche nate dopo che Porto Recanti solidale ha lasciato la gestione del Centro di Distribuzione ex scuola Diaz alla Protezione Civile Comunale di Porto Recanati coordinata da Emanuela Addario, il gruppo di volontari ci tiene a specificare quanto segue:
“Occorre chiarire alcuni concetti poco chiari. E occorre farlo subito. Perché stasera a Palazzo di cose non precise ne sono state dette parecchie:

1) Giovedì sera sono stato convocato dalla coordinatrice della Protezione Civile Emanuela Addario la quale mi ha riferito di una mail dei vertici dell’istituzione che obbligava il nostro centro ad inventariare tutti i beni raccolti alla Diaz e produrre nel contempo una contabilitá di carico e scarico per categorie merceologiche.
2) Venerdì mattina ne ho parlato con i ragazzi del gruppo. Ci siamo resi conto che una contabilità di carico e scarico divisa per unitá merceologiche, era assolutamente impossibile da tenere. Se non facendo un lavoro a cacchio di cane. Per capirci nella giornata dello stesso Venerdì, con tre operatori alla Diaz, abbiamo ricevuto due corrieri espressi che ci hanno consegnato decine di pacchi con diverse merci e due furgoni (uno proveniente dalla Toscana e un altro dal Piemonte) contenenti articoli per una quarantina di beni merceologici diversi. Nel contempo abbiamo confezionato in uscita quattro spedizioni di beni per soddisfare le esigenze dei nostri ospiti terremotati nei campeggi. Anche un bambino della prima elementare capirebbe che in queste condizioni, con fogli e penne in dotazione, predisporre una contabilità in carico e scarico, sarebbe stato impossibile. Io non sono Mandrake ed ho dei limiti. Ma sono sicuro che la Addario avrebbe fatto meglio…..
3) Sempre Venerdì mattina sono stato convocato ad una riunione con vice sindaco e la stessa Emanuela Addario, nella quale ho ribadito l’impossibilità di tenere una contabilitá in carico e scarico per le ragioni di cui al punto 2)
Ho invece confermato la mia/nostra disponibilità a provvedere nella preparazione di un inventario dei beni da poter fornire ai vertici della Protezione Civile.
4) alla Diaz in queste due settimane abbiamo ricevuto donazioni per complessive migliaia di euro. Le abbiamo gestite, separate per genere o taglia, divise tra nuovo e usato simil nuovo da poter dare in seconda ipotesi alla Caritas. Abbiamo scaricato interi camion, furgoni, dobló di merce in arrivo. Anche di. merce nuovissima. Proveniente da donazioni aziendali. La Addario puó dire quello che vuole. Ma ho una cinquantina di testimoni che possono testimoniare che abbiamo fatto questo. E se lo abbiamo fatto è perché le istituzioni si fidavano di noi.
5) come per magia, dal giorno dopo in cui mi sono rifiutato di tenere una contabilità in carico e scarico (non perchè non ne fossi capace, ma perché era assolutamente impossibile farlo) molta merce in arrivo non è stata più passata alla Diaz. Se la sono tenuta al COC e divisa nell’ex ufficio URP e gestita loro. Li ho visti compiere questa operazione Sabato sera alle 19,15 con i miei occhi.
6) preso atto di quanto sopra ho capito che non esisteva più un rapporto fiduciario tra noi e la Protezione Civile Comunale. Perchè quel cambiamento di modus operandi era piuttosto sintomatico e trasmetteva un messaggio sublimale insito piuttosto chiaro: “non ci fidiamo più di voi”
7) non siamo e non sono il tipo che si ostina a stare dove non è gradito. E quel passaggio così limpido e cristallino dalla fiducia piena alla mancanza totale di fiducia l’ho colto forte e chiaro. E non permango dove non mi vogliono. Ne ho parlato con il mio gruppo. Abbiamo deciso di inventariare in maniera dettagliatissima e di lasciare conseguentemente il passo a qualcuno che godesse della fiducia della Addario e dell’Amministrazione.
8) È si vero che durante le due settimane abbiamo continuato a servire con i nostri camion e con i nostri soldi le zone terremotate dove nessuno era ancora arrivato (parlo di Castelraimondo, di San Severino, di Pieve Torina, di Muccia). Ma voglio specificare una cosa: abbiamo rifornito quei posti di beni che avevamo in abbondanza. Di beni che avevamo nei nostri magazzini come avanzi della raccolta di Agosto che la Croce Azzurra aveva continuato ad effettuare. E non abbiamo fatto mai mancare nulla ai terremotati nei nostri campeggi. Anche questo puó essere testimoniato da una cinquantina di persone.
A tal proposito non si capisce peró perchè questa tipologia di interventi abbia fatto venire l’orticaria ad Emanuela Addario e a parte dell’Amministrazione. Come se ci fossero terremotati di serie A e altri di Serie B. E un assurdo diritto di prelazione sull’assistenza. Ricordo a tutti che mentre i nostri sfortunati terremotati alloggiavano comunque in bungalow, quelli dei posti che abbiamo rifornito dormivano in auto o palestre. Per cui, fatevi una domanda e datevi una risposta. Se ce la fate.
9) non abbiamo concordato e non concordiamo tuttora con alcune regole imposte ai nostri ospiti nei campeggi, Il clima instaurato da assurde disposizioni della Protezione Civile ha fatto spesso insorgere i terremotati ospiti. E la definizione di questi metodi come “Gestapo” non è certo nostra. E anche oggi ne abbiamo sentite di storie da far star male.

Tutto quanto sopra, come riferito, penso possa essere confermato senza problemi da chiunque abbia prestato assistenza e volontariato alla Diaz. Diaz dove ha regnato un clima di fantastica armonia. Diaz dove ho visto sorrisi appaganti. E dove abbiamo vissuto con gioia la possibilità che ci era stata data di aiutare i nostri sfortunati conterranei.

Ecco, voglio solo sperare che quel clima che eravamo riusciti ad instaurare non abbia innervosito qualcuno che stasera ha ceduto ad evidenti bugie e che nei campeggi fino ad ora ha saputo coltivare e fomentare solo un nervosismo latente dei nostri ospiti che hanno già subito abbastanza negli ultimi 20 giorni. Il volontariato serve per aiutare. Non per complicare la vita alle persone. E se non anteponi sempre il lato umano alle stupide regole che vai blaterando in giro che la Protezione Civile ti sta obbligando a seguire, sei fuori strada.

E ne devi prendere atto prima possibile.

Buon lavoro a tutti.

 

Emilio Pierini – Blogger Argano – Per conto di Porto Recanati Solidale”

 

Questa risposta è anche in merito all’articolo apparso oggi sul Corriere Adriatico

Articolo Corriere Adriatico Porto Recanati Solidale

 

 

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