Fino a quando dovremo aspettare??

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Porto Recanati a Cuore - Hotel House

Ieri, abbiamo assistito anche noi alla trasmissione televisiva “ Piazza Pulita “ in onda in seconda serata su l’emittente televisiva La7. Sinceramente, a noi non interessa commentare la performance televisiva del nostro Sindaco, indubbiamente poco avezzo a frequentare studi televisivi in compagnia di giornalisti e politici navigati, anche se dobbiamo riconoscere che il taglio dato alla trasmissione dal suo conduttore ci è sembrato viziato da concetti di parte. Difatti, vedendo il programma, sembrava che la responsabilità unica delle condizione H.H., fosse solo colpa degli italiani, proprietari, Sindaco, e in parte delle istituzioni, che negli anni hanno sfruttato gli immigrati per propri interessi economici. Ciò è vero solo in parte. Difatti se sommiamo i 30/40 appartamenti di Cotronè e di altri 5/6 proprietari italiani e quelli pignorati dalle banche forse non arriveremmo a 150 appartamenti su 480. Ma forse a qualcuno fa comodo dipingere uno scenario di questo tipo, alfine farci combattere una battaglia tra “ poveri ”: Italiani cattivi da una parte, contro immigrati sfruttati dall’altra.

Premesso ciò, riteniamo che sia giunto il momento che l’amministrazione abbia il coraggio di indire un consiglio comunale straordinario sull’ Hotel House per portare a conoscenza delle opposizioni e cittadinanza tutta quale sia la reale situazione del palazzone multietnico. Vogliamo sapere quanti e chi sono i proprietari degli appartamenti, a quanto ammontano i singoli debiti della struttura, quali azioni ha intrapreso l’amministrazione per il recupero dei 100.000,00 euro di soldi pubblici stanziati dalla regione e verso chi, come intende, a questo punto, utilizzare il milione di euro per la sistemazione delle aree esterne e quali sono infine i programmi futuri che intende attuare per la regolarizzazione del Hotel House.

Queste ed altre richieste, per chi non lo ricordasse, sono da noi state inoltrate all’amministrazione in diverse occasioni, a partire dal giugno 2016, e dopo due anni ancora attendono una risposta.

Una risposta non attraverso ai canali fino ad ora usati, stampa e televisione, ma nel luogo maggiormente deputato alla discussione dei problemi della città: il consiglio comunale.

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