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Il “camper” di Giorgio

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LA STORIA

Il 20 Novembre del 2013, nei pressi di Porto Recanati viene rubato da “sconosciuti” un camper Iveco modello “Icaro”, appartenente a un residente molto conosciuto in paese.  Stiamo parlando di Giorgio Capitanelli, dipendente comunale, ex calciatore e allenatore delle giovanili nella societa’ calcistica locale, che dopo tanti sacrifici e risparmi decide di comprare il camper, sua altra grande passione. Si accorge della scomparsa del mezzo poche ore dopo l’accaduto e sporge denuncia alle forze dell’ordine, ma deciso a ritrovare il camper in ogni modo, prende la strada del “passaparola informatico” e divulga i dati del veicolo in rete (non quella dei pescatori pero’) ma nei siti di appassionati di camper  e su Facebook . Viene premiato dalla sua intraprendenza,  quando una domenica nel mese di  Marzo 2014 riceve una segnalazione da un camperista, che lo informa di aver riconosciuto il mezzo segnalato  nei pressi di Bologna in un campo ROM situato ai margini dell’ autostrada A14. Giorgio parte immediatamente alla volta del capoluogo Emiliano, riconosce il suo camper e chiama le forze dell’ordine. I Carabinieri dopo diverse domande specifiche al proprietario, analizzando i documenti e ispezionando il mezzo confermano che il camper e’ quello descritto nella denuncia.  Qui ci si aspetta un finale della storia talmente scontanto che sarebbe inutile scriverlo , ovvero le forze dell’ordine dopo aver costatato la denuncia del proprietario , dopo aver analizzato il mezzo che risultava rubato e illegalmente in possesso di una famiglia di nomadi “ospiti” nel territorio Italiano in una zona a loro assegnata, magari indagando anche per una “possibile ricettazione” del camper, riconsegnano al legittimo proprietario se non subito, nel giro di qualche giorno il mezzo. Tutto questo invece non e’ accaduto, in quanto e’ vero che le forze dell’ ordine hanno realmente riscontrato che il mezzo era di proprieta’ del Sign. Capitanelli pero’, sarebbe dovuto rimanere nel luogo ove e’ stato ritrovato poiche’  sotto sequestro giudiziario . Non bastasse il danno anche la beffa, in quanto il camper  “ospitava” una famiglia di nomadi senza fissa dimora, la quale con prole al seguito non puo’ essere lasciata senza casa, o comunque un alloggio temporaneo, in quanto lo Stato deve garantirgliela poiche’ ci sono dei minori .  Puo’ sembrare strano, lo so’, ma questa “cosa” ha un nome : DIRITTI ACQUISTI . Ci tengo a sottolineare che anche una “cosa rubata” puo’ diventare diritto acquisto se il ladro e’ povero o nulla tenente e con prole al seguito. Il camper e’ quindi di proprieta’ di Giorgio ma deve rimanere per legge a disposizione della Procura fino a un tempo imprecisato, che si speri sia di un solo anno dalla data del ritrovamento, se non meno. Sconcertato il legittimo proprietario del mezzo dovra’ attendere senza poter far nulla a riguardo sperando che alla riconsegna del camper, da parte delle istituzioni, non lo ritrovi completamente danneggiato, o in gran parte leso,  data la sconosciuta condotta domestica  degli attuali “abitanti” ospiti.  Il caso del camper di Giorgio Capitanelli da semplice cronaca locale su diversi quotidiani e’ diventata in seguito banco di discussione su altre testate piu’ conosciute a livello nazionale e su diversi forum di siti on line, oltre alla battaglia a suon di post su Facebook.  La questione quindi e’ diventata molto complessa perche’ da un “semplice” furto si sono andate a toccare le corde della lenta burocrazia italiana, degli immigrati senza fissa dimora (in questo caso Rom) e delle leggi particolari che tutelano gli ospiti ai danni degli ospitanti. In teoria sarebbero due le opzioni possibili  che la giustizia potrebbe adottare per “aiutare” Giorgio Capitanelli a riappropriarsi del suo mezzo, ovvero la prima , cioe’ togliere l’affidamento dei figli ai  genitori naturali  e garantirli a una casa famiglia che si occupi di loro e che gli garantisca un futuro “normale”, ovvero il diritto all’istruzione, alla salute, al lavoro ecc. Oppure come seconda ipotesi, dare una casa alla famiglia occupante  del camper in modo da liberarlo e poterlo restituire. In qualsiasi delle due circostanze , pare gia’ scontata la lunga e tortuosa strada  legale che si protrarebbe per lungo tempo. Non vogliamo nemmeno immaginare poi, vista la situazione attuale in cui l’Italia si trova, quanto scalpore farebbe dare una casa popolare a questa famiglia quando altre sia italiane che straniere regolari la stanno aspettando da anni. Speriamo che la giustizia risolva questo strano “incrocio” burocratico, ma soprattutto che permetta a Giorgio Capitanelli di  riappropriarsi di quel camper cosi tanto sudato,smarrito, ritrovato e infine atteso. Forse quando sentiamo o leggiamo che molti cittadini hanno sempre meno fiducia nelle istituzioni dovremmo cominciare a farci qualche domanda. Dispiace dover dire a Giorgio, “non ci resta che aspettare”.

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