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Lo Stato non paga gli Hotel che ospitano gli sfollati

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Hotel Bianchi Porto Recanati

L’assistenza degli sfollati è ancora tutta sulle spalle e “sulle tasche” di chi li ospita, i proprietari degli hotel che hanno ospitato gli sfollati chiedono quanto spetta loro in quanto no riescono più a far quadrare i conti.

Gli sfollati dal canto loro, temono di essere allontanati dalle strutture che non riescono più a coprire i costi.

La questione si trascina da mesi, da quando il sisma di agosto ha messo in ginocchio il Centro Italia.
La prima ad aver sollevato la questione è stato il vice presidente del Consiglio regionale marchigiano ed esponente della Lega Nord Marzia Malaigia quando a dicembre ha denunciato le mille difficoltà delle strutture nell’accedere ai finanziamenti regionali per tutta una serie di cavilli burocratici.

L’Hotel Bianchi di Porto Recanati che ospita famiglie terremotate, ha aderito al progetto di accoglienza dal primo di novembre ma dall’ultima comunicazione che hanno avuto con i vertici della Regione, gli è stato detto che il pagamento delle loro prime fatture dovrebbe avvenire i primi di febbraio.

Di seguito l’intervista rilasciata al quotidiano Libero:

“E’ una vergogna: la Regione ci sta tirando il collo e addossa a noi i costi di questa tragedia, erano quarantadue quando abbiamo aperto le porte, non ne abbiamo accolti altri, non li abbiamo rimpiazzati perché proprio non possiamo e in futuri ci guarderemo bene dal dare la nostra disponibilità. Le lungaggini burocratiche ci stanno distruggendo.

Siamo riusciti a inviare la prima fattura solo a fine dicembre, abbiamo dovuto aspettare l’accettazione da parte della Regione il 14 gennaio, un passaggio amministrativo inutile, e il pagamento avverrà a 60 giorni.

Nel frattempo bisogna avere pazienza, in tre mesi è stato tutto a carico nostro, e noi siamo pure tra quelli fortunati: ci sono strutture che non sanno più come pagare il personale e coprire le spese di gestione. Così non si può continuare.”

Non può funzionare in questo modo, non è possibile che in questo Paese le cose si risolvano sempre e solo dopo innumerevoli sollecitazione o perché qualcuno grida più forte degli altri.

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