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Sul caso blocchi stradali, parlano due ex portieri ed inquilini dell’Hotel House

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Luca Davide e Moustafa Diop

Nella vita bisogna sentire di tutto. Veniamo a sapere, da voci, che nel corso di una riunione sul problema dell’Hotel House e dei minacciati blocchi stradali, qualche autorevole personaggio avrebbe accusato noi di “soffiare sul fuoco” per motivi politici.

Siamo davvero alle comiche finali.

Semmai è il contrario, e cioè che da quando non ci siamo più noi, perché non pagati da mesi, quel minimo baluardo di legalità e controllo che rappresentavamo è venuto meno. Ed il risultato è sotto gli occhi di tutte le persone perbene (quasi tutte straniere) che patiscono li dentro.

La soluzione definitiva, per come si è ormai incancrenita la situazione, sarebbe una sola: lo Stato espropria l’immobile per ragioni di ordine e sicurezza pubbliche, indennizza i proprietari e valuta se demolire o, fatti gli indispensabili lavori per ristrutturare l’immobile, ci farà altro.

Se questo non si può fare, e visto che si tratta, di fatto, di un paese in verticale con 2000 abitanti, lo Stato avrebbe il dovere di dotare l’Hotel House di alcuni servizi indispensabili, primo fra tutti un posto di polizia/vv.uu interno; poi dovrebbe finanziare il ripristino di condizioni di vita e sicurezza normali, cosi come fa quando in un paese “normale” si apre una voragine o una frana o una valanga che blocca una strada pubblica: se il comune non ce la fa… intervengono altri perché il problema va comunque risolto. Se poi lo stesso Stato che trova 1000 euro per il primo straniero che decide di venire in Italia, trovasse anche un appiglio giuridico per ri-assumere i portieri e dare loro uno stipendio, sarebbero soldi certamente meglio spesi. Se poi i fondi verranno dalle dotazioni per la sicurezza del Ministero degli Interni, piuttosto che dall’Europa, o da altri capitoli del bilancio, poco rileva. Va da se che lo stesso meccanismo andrà applicato a realtà simili (vedi, ad. es. le “Vele” di Scampia).

Per quanto alti i costi i benefici in termini di sicurezza e qualità della vita per migliaia di persone, interne e residenti nei dintorni, saranno certi e immediati.

Se, invece, dopo 20 anni, si vuole tirare a campare fino a che la situazione esploderà o accadrà qualcosa di eclatante… mettiamoci a posto la coscienza dando la colpa di tutto agli ex-portieri.

Luca Davide e Moustafa Diop, ex portieri dell’ Hotel House

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